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Alberto Zelger Biografia


BREVE CURRICULUM

Sono nato a Verona il 26.10.1948 e abito a Verona in largo Marzabotto 28 (borgo Trento). Ho sempre vissuto a Verona, tranne nel periodo degli studi universitari e quando ero ricercatore e assistente universitario a Bologna e a Ferrara.

Nel 1967 ho conseguito il diploma di Maturità Scientifica al Liceo Messedaglia di Verona.
Nel 1972 mi sono laureato in Matematica con 110/110 e lode all`Università di Bologna, con una tesi di ricerca in geometria differenziale.

Dopo una breve esperienza di insegnamento al Liceo Maffei e alle scuole Paolo Caliari di Verona, ho svolto mansioni di ricercatore e di assistente presso l`Università di Bologna e l`Università di Ferrara, insegnando nei corsi di laurea di Ingegneria e Matematica, e coadiuvando i titolari di cattedra nella stesura delle dispense e nelle sessioni d`esame. Ho pubblicato un mio teorema sui Rendiconti del Seminario Matematico dell`Università di Padova.

Nel 1974 sono entrato al Servizio Elaborazione Dati della Glaxo Spa di Verona, dove ho lavorato per qualche anno con responsabilità nel settore dei magazzini, delle statistiche di vendita e della contabilità.

Nel 1976 ho sposato Maria Grazia Ciaghi, già docente di Lettere in diverse scuole di Verona, titolare di cattedra al Liceo Messedaglia e poi al Liceo Maffei, attuale presidente di O.I.K.I.A., la più antica associazione di casalinghe d`Italia, e membro della Consulta della Famiglia del Comune di Verona.

Nel 1977 sono stato assunto dalla Società Cattolica di Assicurazioni, dove ho ricoperto nel tempo posizioni di responsabilità al Servizio Elaborazione Dati e al Servizio Studi, occupandomi principalmente di problemi collegati alla gestione tecnica, amministrativa e contabile dei sinistri. Ho coordinato risorse, curato analisi e scritto documenti, finalizzati allo sviluppo di procedure informatiche, avvalendomi di collaboratori interni ed esterni, con un lavoro di squadra del quale ero responsabile per lo sviluppo di vari progetti. Nello svolgimento del mio lavoro ho approfondito e risolto problemi fiscali, contabili e legali del mondo assicurativo, tenendomi sempre aggiornato sulla normativa del settore. Ho sviluppato analisi dei dati e rilevazioni statistiche, per una corretta valutazione dei risultati aziendali ai fini di bilancio o su richiesta degli enti di controllo (ISVAP, GdF). Ho lavorato quale consulente in una sottocommissione A.N.I.A. (Associazione Nazionale Imprese di Assicurazione) per l`approfondimento dei problemi informatici in ambito assicurativo, conclusasi con la pubblicazione di due lavori originali sull`analisi dei dati e sullo sviluppo del software. Sono stato responsabile della certificazione sinistri e dei rapporti con gli enti istituzionali (ISVAP, CONSAP, Casellario Centrale Infortuni, ecc.) con il grado di funzionario. Sono andato in pensione nell`aprile 2008.

Dal 1982 al 1985 (tre anni accademici) ho insegnato all`Università di Verona come professore a contratto, tenendo un seminario sugli "Sviluppi del calcolo numerico nelle tecniche di programmazione matematica", associato al corso di Ricerca Operativa del prof. Francesco Rossi, preside della Facoltà di Economia e Commercio. Ho redatto le dispense del seminario e partecipato quale commissario alle sessioni d`esame del corso di Ricerca Operativa.

Dal 1984 al 1995 ho amministrato un condominio con 70 proprietari, preparando bilanci preventivi e consuntivi, organizzando assemblee e riunioni, curando i rapporti con i fornitori e con gli inquilini.

Iscritto a Forza Italia nel 1997, sono stato promotore e fondatore dell`Associazione "Verona Azzurra", nonché fondatore e presidente del Club "Liberi di Scegliere". Ho partecipato ai lavori dei seguenti dipartimenti provinciali di Forza Italia: Economia e Lavoro, Rapporti col Mondo Cattolico, Politiche scolastiche. Ho partecipato alla Commissione Cultura della 4^ Circoscrizione. Nel 2005 sono entrato a far parte del Direttivo Cittadino di Forza Italia a Verona.

Eletto Consigliere Provinciale per Forza Italia dal 1999 al 2004, ho ricoperto i seguenti incarichi:

  • membro delle Commissioni Affari generali, Pubblica Istruzione-Cultura-Sport, Lavoro-Formazione-Servizi Sociali
  • delegato del Consiglio Provinciale presso l`Unione Regionale Province Venete (URPV)
  • delegato dell`URPV presso l`Unione Province d`Italia (UPI)
  • membro del Direttivo Nazionale dell`Unione Province d`Italia
  • promotore e referente del progetto "Mai più zombie" con delega del Presidente della Provincia. Il progetto è stato promosso dalla Provincia di Verona, in collaborazione con il Comune di Verona, con la Regione Veneto e con l`Ass.Im.P. (Associazione tra Imprenditori e Professionisti); rivolto agli istituti di istruzione secondaria superiore della provincia di Verona, ho coinvolto vari enti pubblici (ULSS 20-21-22, Provveditore agli Studi, Questura, Guardia di Finanza, Carabinieri) e associazioni private (AGARAS, CNADSI, AFI, AGESC, AGE, AIART, …..), con lo specifico obiettivo di prevenire e combattere la diffusione della droga tra i giovani.
  • delegato dall`assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, ho partecipato alla messa a punto del protocollo d`intesa sui CIC (Centri Informazione e Consulenza, previsti dalla legge 309/1990 sulle tossicodipendenze) tra la Provincia, l`Azienda ULSS 20, il Provveditore agli Studi e una rappresentanza dei Dirigenti scolastici.

Nel 2007 sono stato eletto Consigliere Comunale di Verona nella Lista Tosi. Dal 2007 al 2012 ho ricoperto i seguenti incarichi:

  • Presidente della Commissione 3°-Patrimonio, Lavori Pubblici, Strade, Giardini e Arredo Urbano
  • Vice Presidente della Commissione Temporanea per la Famiglia e le Pari Opportunità
  • Membro delle Commissioni 5°-Servizi Sociali, 8°-Controllo, e della Commissione Temporanea Sicurezza

svolgendo prevalentemente le seguenti attività:

    • messa a punto di una delibera articolata per la riforma delle Circoscrizioni comunali
    • progetto "Scuole Verona Sud" per la prevenzione del disagio giovanile e dell`instabilità familiare
    • progetto "Lavorare in rete per una città senza barriere" (rilevazione, coordinamento, rimozione)
    • progetto "E` nata una mamma" (convenzione col Collegio provinciale Ostetriche)
    • contributi alla redazione del PAT e del Piano degli Interventi
    • contributo per la rimozione dell`amianto nelle scuole
    • contributi per la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico di Verona
    • contributo per lo sviluppo di energie alternative
    • contributo per la messa a punto del regolamento sugli asili nido
    • rapporti con varie realtà associative per la risoluzione di problemi specifici
    • interventi vari sulle questioni etiche e sulle tematiche familiari, attraverso mozioni consiliari, conferenze stampa e convegni pubblici, anche quale presidente del Centro Culturale Nicolò Stenone

Nel 2012 sono stato rieletto Consigliere comunale nella Lista Tosi e ho fatto parte delle seguenti commissioni consiliari:

  • Comm. 2°-Politiche finanziarie, Federalismo, Partecipazioni, Bilancio
  • Comm. 3°-Attività economiche e produttive-Infrastrutture-Politiche per la mobilità
  • Comm. 4°-Politiche per il territorio e la tutela dell`ambiente
  • Comm. 6°-Politiche culturali e per il turismo - Rapporti con l`università e le istituzioni culturali
  • Comm. 7°-Controllo sullo stato di attuazione delle linee programmatiche

e ho svolto principalmente le seguenti attività

  • contributi vari per la redazione del bilancio comunale
  • contributi per la messa a punto delle linee di governo 2012-2017
  • contributi per la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico di Verona
  • contributi per la Rassegna dei Presepi in Arena
  • interventi per la sistemazione del Museo della Radio
  • interventi in difesa della famiglia naturale e della vita nascente; iniziative e convegni di approfondimento sul fine vita e sull`ideologia del gender; approfondimenti sull`istruzione scolastica statale, comunale e paritaria
  • sono socio fondatore e presidente del Centro Culturale Nicolò Stenone, che promuove iniziative culturali e di formazione per le scuole e per il pubblico adulto sempre ispirandosi ad una visione cristiana della vita.

Dall`ottobre 2012 sono presidente del MEVD-Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana, che organizza convegni, iniziative e petizioni al Parlamento Europeo, in collaborazione con una quindicina di associazioni pro-life di vari paesi (Germania, Austria, Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Albania, Spagna), e mantiene contatti anche con altri paesi (Inghilterra, Ungheria, Croazia, Israele, Romania, Russia).

Nell`aprile 2015 ho maturato la decisione di uscire dal gruppo consiliare della Lista Tosi per confluire nel Gruppo misto, non condividendo l`appoggio diretto o indiretto, che il sindaco aveva più volte riservato alle iniziative di area radicale sulle questioni etiche della vita e della famiglia (per dettagli si legga il capitolo "Perché ho lasciato Tosi").

Alle elezioni del 2015 per il consiglio regionale del Veneto mi sono candidato nella Lista civica Zaia Presidente, ottenendo 1.688 preferenze, senza per altro essere eletto. 

Alle elezioni del 2017 per il consiglio comunale di Verona ho accettato di candidarmi nella lista della Lega Nord, a sostegno del candidato sindaco di centrodestra Federico Sboarina. Si legga il capitolo "Perché con la Lega Nord".

Il 19 settembre 2017 sono stato eletto presidente della seconda Commissione consiliare, che ha competenza nelle seguenti materie: politiche finanziarie, attuazione del federalismo, partecipqzioni e bilancio consolidato

PERCHÉ HO LASCIATO TOSI

Molti mi hanno chiesto cosa pensavo della candidatura di Flavio Tosi a presidente della Regione Veneto, dopo la spaccatura in casa Lega, e perché ho deciso di uscire dalla Lista Tosi in consiglio comunale.

Sono stato eletto consigliere comunale nel 2007 con la Lista Tosi, perché avevo fiducia in lui come amministratore, sempre disponibile ad ascoltare le istanze dei cittadini, ma anche a decidere contro le lobby di potere nell’interesse dei suoi cittadini. A quel tempo, aderire alla Lista Tosi era un atto di fiducia; non significava certo elezione sicura. Ottenemmo un risultato inaspettato: una squadra di 8 consiglieri, che aggiunti ai 7 della Lega Nord, 6 di Alleanza Nazionale, 8 di Forza Italia e 2 dell’UDC, costituivano una solida maggioranza (avevamo ottenuto persino 2000 voti in più di Forza Italia). Il lavoro di Flavio Tosi nella sua prima amministrazione fu intenso e proficuo; i consiglieri della Lista Tosi erano molto affiatati. Sul piano etico però, un paio di episodi lasciavano intravvedere il lento scivolamento del nostro sindaco verso posizioni radicali: (1) il suo appoggio al convegno “Diversità come valore” (18-19 marzo 2010) promosso da Arcigay, Gaynet e altri gruppi nella sala Giovanni Paolo II della Provincia di Verona, (2) il sostegno dato dal Comune di Verona allo spettacolo “Giulietta e Romeo” in versione omosex del 5 maggio 2011, rivolto anche alle scuole. Solo le mie proteste, seguite da quelle dell’ex-ministro Giovanardi sortirono l’effetto di allontanare le scuole da questa rappresentazione.

All’approssimarsi delle elezioni del 2012, Flavio Tosi pose il veto su alcuni esponenti del PdL, che lo avevano ostacolato nel progetto sul traforo; il PdL fu quindi escluso dall’alleanza con Tosi e gran parte dei consiglieri uscenti del PdL (Forza Italia+AN), comunali e circoscrizionali, furono accolti da Flavio Tosi nella sua lista, convinto che avrebbero portato molti voti; il resto per lui non aveva importanza. Saliti sul carro del vincitore, molti di loro furono eletti, ma la Lista Tosi ne uscì snaturata; si divise in “correnti”, perché non più animata dallo spirito di servizio e di collaborazione, che aveva contrassegnato la prima tornata elettorale; furono eletti nella Lista Tosi anche alcuni consiglieri di area radicale. La nuova maggioranza in consiglio comunale era composta da 17 consiglieri della Lista Tosi e 5 della Lega Nord. Da quel momento in poi, le iniziative di matrice radicale, avanzate dai consiglieri di minoranza (SEL, 5 Stelle e gran parte del PD), trovarono qualche sponda anche nella maggioranza. Tosi lasciava fare, dicendo che “sulle questioni etiche” c’era libertà di voto, anche se nel suo programma di governo e nello statuto comunale c’erano ben altre indicazioni. Alludo al registro comunale dei testamenti biologici, ai tentativi di riconoscere le unioni omosessuali, alla raccolta firme per l’eutanasia, al diritto dei genitori di educare i propri figli secondo i principi cristiani, eccetera. In quasi tutte queste battaglie Tosi è stato praticamente assente, per non dire connivente con le posizioni radicali, nonostante una ben diversa posizione del suo stesso partito in altre regioni e a livello nazionale. In passato, Flavio Tosi aveva assunto un atteggiamento ben diverso nei confronti, per esempio, di una manifestazione delle associazioni arcobaleno alla Gran Guardia (27.06.2002), autorizzata dall’ex-sindaco Paolo Zanotto (conservo ancora una locandina, da lui stesso condivisa quando era capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale). Questo progressivo voltafaccia di Tosi sulle questioni etiche è emerso chiaramente in varie occasioni, che cercherò di descrivere qui di seguito.

Ho seguito con attenzione le iniziative di Flavio Tosi a livello nazionale (Fondazione Ricostruiamo il Paese, Movimento FARE), ma non ne ho condiviso i presupposti, per vari motivi:

  1. la sua azione sembrava impostata solo sul carisma del leader, senza alcun dibattito interno; ricordava un po’ la logica dei club di Forza Italia, con tanti yesman disposti ad applaudire e a obbedire ciecamente. Alcune mie indicazioni a tutela della vita e della famiglia, consegnate al sindaco in forma scritta, che avrei voluto fossero inserite nel programma del Movimento FARE, furono respinte dal suo vice (Fabio Venturi) in una riunione dei consiglieri della Lista Tosi con la motivazione che FARE era un movimento laico e che le questioni etiche dovevano restarne fuori

  2. la sua alleanza col centro moderato (Ncd, Scelta civica, ecc.), alleato del governo attuale e dei due precedenti (Monti, Letta) proponeva di fatto una politica di continuità, basata sulla tasse e su blande riforme, del tutto inadeguate ad affrontare la grave crisi economica

  3. le scelte politiche di Flavio Tosi in ambito nazionale erano da tempo assai divergenti da quelle del suo partito di provenienza, la Lega Nord, della quale condivido gran parte delle scelt

  4. la scelta di Flavio Tosi di candidarsi alle elezioni regionali del 2015 contro il presidente uscente, Luca Zaia, dimostrava soltanto la volontà di prevalere, schierandosi contro il partito che gli aveva dato tante possibilità di crescere

Flavio Tosi ha operato alcune scelte non previste dal suo programma di governo, senza nemmeno consultarsi con i consiglieri di maggioranza. Tali decisioni,  imposte alla giunta e al consiglio comunale, hanno urtato la sensibilità di molti cittadini veronesi, soprattutto per quanto riguarda le tematiche familiari; eccone alcune:

  1. l’istituzione del registro comunale delle “famiglie anagrafiche, basate su vincolo affettivo”, votata dalla giunta comunale il 3 febbraio 2015, provvisoriamente bloccata solo grazie a una raccolta firme e alle proteste di molte associazioni e singoli cittadini. Il sindaco accettò di non emanare l’ordinanza attuativa, in attesa della discussione in consiglio comunale di una mozione pro-famiglia, protocollata il 16.03.2015. Questa mozione però non fu mai inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale e, nel frattempo, fu approvata la legge sulle unioni civili

  2. l’autorizzazione, votata dalla giunta comunale il 25 febbraio 2015, di permettere al Comitato Verona Pride 2015 di organizzare il primo Gay Pride del Triveneto nel cuore di Verona e all’inizio della stagione turistica (6 giugno),. Il corteo dei manifestanti sarebbe partito da Porta Vescovo, per proseguire in via XX Settembre, Ponte Navi, Stradone San Fermo, Piazza Bra (davanti a Palazzo Barbieri), dove si sarebbe fermato per circa un’ora; il coda al corteo sarebbe sfilato il Circolo Donne Arcilesbica di Padova con biciclette a mano. Dopo la sosta, i manifestanti avrebbero raggiunto Piazza Pradaval, Via Valverde, Piazza Renato Simoni, Via Città di Nimes fino ai Bastioni. Erano previsti 4 stand informativi a Porta Vescovo, Piazza S.Toscana, Piazza Bra, Stazione Porta Nuova; alla sera, era previsto uno spettacolo musicale sui Bastioni del S.Spirito fino alle ore 2:00 del giorno successivo. Il tutto con l’assistenza gratuita della Polizia municipale

  3. altri episodi minori, accaduti durante la sua permanenza a palazzo Barbieri, indicavano la progressiva adesione di Flavio Tosi alle posizioni radicali:

    • concessione di Porta Borsari per una manifestazione dei “Movimenti LGBT” nell’ambito della “Notte europea dei ricercatori” (26.09.2014)
    • concessione del teatro Camploy (8.04.2015) per uno spettacolo di promozione del Verona Pride 2015
    • nessuna presa di posizione del sindaco all’iniziativa di alcuni consiglieri della Lista Tosi per quanto riguarda una raccolta firme pro-eutanasia (2013)
    • nel suo intervento alla tavola rotonda con Pannella alla Gran Guardia (7.11.2014), Flavio Tosi dichiarò di essere favorevole al riconoscimento di particolari diritti alle coppie di fatto anche omosessuali, senza considerare il fatto – lo avevano dimostrato chiaramente sia l’avv. Cerrelli che il prof. Gandolfini – che tutti i diritti erano già garantiti (la legge sulle unioni civili era ancora in discussione al parlamento), a parte l’adozione di bambini, la reversibilità della pensione e la disponibilità della quota legittima di eredità (NB: in realtà, anche questi due ultimi due “diritti” potevano essere ottenuti con apposite polizze di assicurazione)
  4. la decisione del sindaco di procedere alla vendita di un terreno di proprietà comunale per la costruzione di un grattacielo di 36 piani, da adibire a cimitero privato: una specie di condominio dei morti, cui si opposero anche molti consiglieri di maggioranza. Il sindaco poi vi rinunciò

  5. nel suo secondo mandato, Flavio Tosi era molto impegnato a valorizzare la sua immagine di leader a livello nazionale; per questo ha trascurato la sua città, circondandosi di yesman e ascoltando soltanto pochi fedelissimi. La sua stessa lista si è frammentata in 2-3 tronconi, capaci di litigare persino con gli assessori di maggioranza, alcuni dei quali per altro, seguendo l’esempio di Tosi, dialogavano ben poco con gli stessi i consiglieri di maggioranza

  6. Senza entrare nelle vicende processuali, che hanno colpito alcuni esponenti del suo entourage, l’atteggiamento del sindaco è stato a mio avviso poco istituzionale e assai poco rispettoso nei confronti della magistratura

Di fronte a questo progressivo scivolamento di Tosi verso le tesi radicali, decisi quindi di non appoggiarlo nella sua campagna elettorale per l’elezione del presidente della Regione Veneto (31.05.2015), perché, se avesse acquisito quella carica, avrebbe potuto emanare leggi regionali eticamente pericolose; e ancor più se fosse diventato leader nazionale. Alludo alla legge sull’omofobia, sul testamento biologico, sulle adozioni per le coppie omosessuali, sul divorzio sprint, sulla promozione dell’ideologia del “gender” nelle scuole, eccetera. Io ero stato eletto nella Lista Tosi per amministrare le risorse e i servizi a beneficio dei veronesi, non per promuovere iniziative contro la famiglia naturale, a favore dell’eutanasia o di altri progetti di stampo radicale. Ma perché scelsi di candidarmi al consiglio regionale nella Lista Zaia? Anzitutto perché ritenevo Zaia un buon amministratore delle poche risorse disponibili, in un momento di grave crisi economica. In secondo luogo perché dimostrava di saper ascoltare anche le istanze etiche, provenienti dal mondo cattolico, approvando per esempio una delibera (DGR n.2268 del 27 novembre 2014), con la quale veniva istituita la “Festa della Famiglia naturale” in tutte le scuole del Veneto, e respinto le allucinanti linee guida per l’educazione sessuale in Europa, proposte dall’Ufficio europeo dell’OMS.

PERCHÈ CON LA LEGA NORD

Sono stato eletto consigliere comunale della Lista Tosi, prima della rottura tra Flavio Tosi e la Lega Nord, diventata irreversibile con la candidatura dello stesso Tosi alle elezioni regionali del 31 maggio 2015, contro il candidato ufficiale della Lega Nord Luca Zaia. Il solco tra Flavio Tosi e l’intero centrodestra si è ulteriormente allargato col suo avvicinamento al Partito Democratico in varie occasioni e, in particolare, durante la campagna referendaria sulla legge di riforma costituzionale.

Ho già elencato in un altro documento le motivazioni, che mi hanno spinto a uscire dalla della Lista Tosi in Comune. Ora vorrei spiegare perché ho deciso di ricandidarmi nella lista della Lega Nord, alle elezioni dell’11 giugno.

Per molti mesi i maggiori partiti di centrodestra (Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia) hanno proposto dei candidati di bandiera senza arrivare a un candidato unitario. Fino alla seconda metà di marzo sembrava che il prescelto fosse il sen. Paolo Tosato della Lega Nord; in tal caso sarei stato candidato nella lista civica Tosato sindaco, che stava per costituirsi; ma le trattative tra i vertici di questi tre partiti di vertice trovarono l’accordo su un candidato esterno ai partiti, ex-assessore della prima amministrazione Tosi, l’avv. Federico Sboarina, fondatore del Movimento Battiti ed ex esponente del PdL-AN.

I referenti dei maggiori partiti (Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia) e movimenti (Battiti e Verona Domani) centrodestra a Verona decisero di sostenere il candidato sindaco Sboarina presentando soltanto 5 liste: Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Battiti per Verona Domani e il partito dei Pensionati.

Altre liste, nelle quali avrei potuto riconoscermi, hanno preferito presentare un loro candidato sindaco, mettendosi in contrapposizione col candidato del centrodestra (Sboarina), che volevo sostenere sia perché quest’ultimo condivide i valori cattolici, ai quali anch’io mi ispiro, sia perché la sua coalizione è l’unica in grado di battere il centrosinistra (PD e soci) e i 5 Stelle. Dovevo quindi scegliere una delle 5 liste sopra elencate.

Decisi di accettare l’offerta della Lega Nord per l’amicizia che mi lega a Paolo Tosato, Lorenzo Fontana, Luca Zanotto e tanti altri, con i quali ho spesso collaborato, ma anche perché questo partito ha alcune caratteristiche di fondo, che altri non hanno: (1) la Lega Nord è l’unico partito nazionale che ha fatto una dura battaglia al senato contro il disegno di legge sulle unioni civili; (2) i suoi esponenti si sono sempre schierati contro l’ideologia del gender, l’utero in affitto e il testamento biologico; (3) la linea politica di questo partito è sempre stata a favore della famiglia “naturale” formata da un uomo e una donna; (4) la Lega Nord dà maggiori garanzie di omogeneità al suo interno, prerequisito essenziale per il lavoro di squadra; (5) è radicata sul territorio e ha un buon numero di volontari, di cui molti giovani e motivati.

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